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Arriva Guardia Costiera x le Startup a 9gg da #saliabordopassera.Salvagenti Pronti. Scialuppe in Mare..

9g, 2h e 28m dal #saliabordopassera. Mai vista reazione più veloce, certo era nell’aria e se ne parlava, ma la reazione è stata davvero veloce, c’è da ammetterlo….
La Guardia Costiera di Passera è scesa in campo con scialuppe di salvataggio in aiuto degli startupper italiani con una Task Force di tutto rispetto, a bordo gente piena di “Bollenti Spiriti” come il conterraneo Annibale D’Elia, reso famoso da un login del buon Riccardo Luna, il fratello e amico da sempre Paolo Barberis, fondatore di Dada e ora a impegnato sull’acceleratore Nana Bianca, il veterano (ha lavorato con Piol, fatto Ipo di Vitaminic e fondato Banzai) Andrea Di Camillo ora a capo del Fondo Principia e il buon Riccardo Donadon che di ecosistema ne sa qualcosa visto quello che sta facendo con H-Farm.
L’annuncio oggi, sul Corriere, dato dal buon Massimo Sideri, che per primo sul Corriere ha buttato nel laghetto il sasso “startup”.
La Task Force nasce assieme ad un’associazione http://www.italiastartup.it/, il cui motto è:
Il futuro dell’Italia passa dalle startup.
Le startup italiane passano da qui.
Il coinvolgimento degli startupper a quanto pare non mancherà conoscendo i soggetti.
Parliamo di gente concreta, gente che sa cosa manca a questo Paese.
Gente che ha fatto una startup.
Gente che ha fatto una IPO.
Gente che andata “porta a porta” in Puglia a convincere i “Bollenti Spiriti” ad uscire di casa.
A loro e al Comandante Passera l’augurio di Buon Vento e in c….alla balena !
Adesso Passera Lei sale a bordo e conta tutti gli startupper italiani. Uno ad uno. #saliabordopassera

Stamattina ho letto questo post spassionato delle ragazze di Timbuktu, una startup tutta rosa creata da 2 ragazze “profitterol” come le chiamo io, ovvero “Dolci ma con le palle sotto”.
Le ho viste entrambe all’ultimo Mind The Bridge fare un pitch in inglese, di un inglese che se avessi ignorato di essere a Milano, nella sede del Corriere della Sera, mi sarebbe sembrato di stare negli USA.
Già negli USA.
Perchè è lì che sono andate alla ricerca di finanziamenti. Ed è lì che li hanno trovati.
E’ li che vivranno, e lì che avranno successo, è lì che si riprodurranno, è lì che sforneranno talenti come loro.
Passeranno le domeniche a San Francisco, torneranno in Italia solo per Natale e Pasqua.
No l’estate la passeranno lì a San Francisco, già perchè qui non avrebbero di che perdere tempo su una spiaggia.
Il loro time to market si chiama “coding” e scalare le classifiche mondiali dell’App Store.
Altro che quote rosa, altro che art.18, altro che sindacati, altro che scioperi…..
La Camusso dovrebbe fare un inchino al loro passaggio. E la Fornero dovrebbe commuoversi al vederle…
Francesca ed Elena, hanno il DNA da startupper, loro non hanno fatto il giro delle vetrine di Adecco e passato le ore su Monster a cercare lavoro.
Francesca ed Elena hanno pensato, covato un’idea, l’hanno realizzata e l’hanno “pitchata” agli investitori.
Poi però, la brezza di San Francisco ha fatto tutto.

Il teletrasporto emozionale di due startupper, adiuvate da Mind The Bridge, ha fatto tutto.
Dave McClure, gotha degli accelleratori americani, uno che fa hacking nello scovare le startup in giro per il mondo con la sua 500 startup, le ha “prelevate” in un sobborgo di San Francisco ed ha deciso :
Italy? LOL….. You can’t make there. This is the place for you
Welcome to Silicon Valley
E così la Eurodisney degli startupper, come la chiamo io, ovvero San Francisco, ha tolto dalla scena Topolino e Winnie The Pooh, e ha trovato il Principe Azzurro a due startupper italiane.
Elena e Francesca.
Il paradosso è che loro le storie per i bimbi le raccontano davvero con la loro Timbuktu, già con la loro app Ipad fanno felici bambini di tutto il mondo, giapponesi per primi.
E noi stiamo a guardarle.
A Malpensa, come quando partono le delegazioni sportive per le Olimpiadi, non ci sarà Mario Monti e Passera o Pisapia a salutarle.
NO
A Malpensa le aspetta un volo Economy, solo andata, direzione StartupDisney, il parco finanziamenti di tutti gli startupper: la Silicon Valley.
Ho letto la loro passione, ed ho vissuto la mia, ho letto la loro gioia ed è salita la mia, ho letto il loro Vaffanculo a chi non ha creduto in noi ed ho pensato invece a chi ha creduto in me qui.
E la rabbia mi è salita.
Colpa degli investitori italiani ?
NO
Ero presente al pitch al Mind The Bridge che hanno fatto le ragazze e la prima fila era tutta italiana.
Certo, un finanziamento qui in Italia non l’hanno trovato…
Ed il volo di sola andata per la Silicon Valley è stato già fatto, non è modificabile nè rimborsabile.
La verità è una sola.
Ma non c’entrano gli investitori italiani.
In Italia non c’è un ecosistema come In Libano o in Romania.
Questo cazzo di ecosistema startup di cui non si fa che parlare da tempo, da quando Mario Monti è finalmente salito a guidare questo Paese, da quando Passera tramite suoi fantomatici collaboratori su twitter fa lanciare promesse del tipo:
Faremo un portale per le startup! A breve un sacco di novità sulle startup!
Non c’è ! Non esiste e tarda ad arrivare.
La barca sta affondando, il carburante umano degli startupper sta cominciando a fuoriuscire e sarà difficile recuperarlo.
Gli startupper se ne sbattono dell’Art. 18, la Costituzione dello Startupper è basata solo su 2 articoli :
1. Crea lavoro e non cercarlo.
2. L’unico ritrovo pubblico, in Piazza, è quello per un Pitch agli investitori. E dura 90 secondi.
Caro Corrado Passera,
non sono parole mie, ma hanno fatto il giro del mondo e sono valse una medaglia:
Lei adesso sale a bordo della nave delle startup italiane, lascia quello scoglio di terra che si chiama Cernobbio, pieno di sindacalisti e giornalisti, lascia perdere Confindustria e con la “beccaggina” di prua, e dico di prua, sale su questa nave che sta andando velocissima e si sta arenando e fa quello che le diciamo noi adesso :
1. La banda larga in tutta Italia è una chimera. Cominci con il cablare Milano, Bologna, L’Aquila, Torino e Napoli. Le vogliamo tutte senza fili queste città e subito. Come successo a Berlino.
Le è chiaro che dobbiamo connetterci anche dal Supermercato o dalla fermata dell’Autobus?
2. Convochi subito gli “stati generali” delle startup italiane, dagli investitori ad ogni singolo startupper che ha costituito un’azienda in Italia nell’ultimo anno. Ci incontri per darci una timeline di azioni che intende fare. Nessun portale o fuffa via twitter. Idee concrete.
3. Chiami a raccolta tutti gli investitori italiani, i VC italiani, uno ad uno, si faccia spiegare la situazione dei loro fondi, si faccia dire dove hanno investito e aiuti loro IMMEDIATAMENTE a cercare altri soldi.
Apra la Cassa dei Depositi e Presiti a questi soggetti, ma non con 50 mln che non sappiamo nemmeno dove siano andati, ce ne vogliono 500mln o 1 miliardo.
4. Crei IMMEDIATAMENTE un piano di incentivi per gli startupper nell’assumere persone. Vogliamo una NO TAX AREA se assumiamo.
5. Prenda un’immobile per ogni città di cui sopra, e lo dia in mano agli startupper, gli spazi di co-working per noi sono fondamentali. Chiami i sindaci di queste città IMMEDIATAMENTE e dica loro che devono diventare delle Techcity. Come Londra, Parigi, Berlino, Bucarest, Beirut.
6. Si affianchi di collaboratori del settore, prenda i founder delle ultime IPO in Italia o delle aziende storiche come Dada, Yoox, Banzai, Vitaminic e crei immediatamente un ADVISORY BOARD. Subito.
7. Non so quanto le sia chiaro ma in Italia serve attrarre anche investitori esteri, gente come DN Capital, Index, Accell, Baldetron, Sofinova, Kleiner & Perkins, etc. Crei subito un tavolo con i Top Investors europei.
Faccia come ha fatto Monti in Asia, ma lo faccia in Europa: un roadshow per raccontare l’Italia che vogliamo costruire con le startup.
8. Chiami David Thorne, l’Ambasciatore Americano in Italia. Quest’uomo ha la linea diretta con Obama e con i top investors americani.
Gli dica che “Vuole fare dell’Italia un centro di eccellenza delle startup internazionali e che vuole investitori americani che investano qui”
9. Chiami 3 startupper, sotto i 30 anni. Italiani. Li metta nel suo ADVISORY BOARD. E si faccia fare un rapporto settimanale di quello che accade in Italia.
10. Chieda a Monti di fare come fa Cameron in UK: un incontro con tutti gli startupper ogni 2 mesi per verificare lo stato di avanzamento delle startup nel Paese.
Ministro Passera,
salga a bordo CAZZO, lo faccia ora!
O dopo Augusto, Elena e Francesca le toccherà parlare con la Camera di Commercio americana per capire cosa sta succedendo a noi startupper.
Max Ciociola
Mentre l’Italia va a PUTTANE: Mashape raccoglie 1,5 Mln $ da Jeff Bezos ed Eric Schmitd

Si lo so, lo so quello che diranno alcuni di voi, ma io non ho da giustificarmi, quello che ho pensato su Mashape, con mille contraddizioni io l’ho sempre esposto sinceramente: prima qui e qui.
Ma una cosa posso confermarvi: un debole per loro l’ho sempre avuto.
L’ho detto già.
Mi sono sentito il fratello maggiore in Italia che diceva ai suoi fratellini : Non andate via e non buttate merda più di quanta ce ne sia già nel nostro Paese.
Ma quando li ho incontrati a San Francisco l’ultima volta, non ho potuto fare a meno di abbracciarli.
Già.
Avevano il volto di chi per un Visa o una cena pagata avrebbero dato tutto.
Ho letto il sacrificio nei loro occhi.
Non è facile vivere nella Valley facendo la vita da startupper senza un dollaro e sapendo che alla prima sconfitta il Bel Paese ti si rivolta contro. E gode.
E’ già ammettiamolo: siamo un popolo di invidiosi, siamo un popolo di sfiduciati nei giovani, e soprattutto quando vediamo l’erba del vicino più verde della nostra preghiamo che la pioggia gliela distrugga.
La differenza più grande tra noi e gli americani non la fa l’economia nè Obama ma la loro firma nelle mail :
I’m looking forward to close a deal with you.
Che tradotto in italiano vuol dire.
Non vedo l’ora ti chiudere un accordo con te.
A meno di un omosessuale che ti faccia la corte, non ho mai sentito questa frase.
Determinati, incazzati, con tanta rabbia dentro, con tanta voglia di dimostrare ma soprattutto focused focused focused, senza cazzeggio, chiusi in ufficio con cacciavite e trapano a migliorare KPIs e business model.
1 anno fa esatto , con questa Lettera Aperta avevano riempito le pagine dei giornali e dei Blog con le loro urla di rabbia al grido: Vaffanculo a tutti andiamo via da questo Paese.
Ad un anno preciso di distanza annunciano un fund raising da 1,5 mln Usd con i gotha del mondo angels e VC internazionale , tra gli investitori figurano Jeff Bezos (Founder di Amazon) e il fondo di Eric Schmidt (Chairman di Google).
Respect.
Come si dice negli Usa.
Ne ho viste tante di startup italiane girovagare tra i vari Pier38 e per i vari eventi nella Valley, i loro CEO giravano a spese di 4 angels italiani per le vie della città e alla mia domanda: “Che ci fate qui ? ” rabbrividivo alla loro risposta : “Stiamo facendo fund raising qui “.
Li ho visti ritornare questa estate in Italia. Con le valigie cariche di meraviglie.
Roba da matti.
Il fund raising non si fa andando in gita a San Francisco a spese dei propri angels italiani. O peggio da solo mentre tutto il team è in Italia.
Il fund raising si fa in ufficio.
A fare un prodotto figo.
A fare utenti.
A fare traction.
Chi ha avuto le palle si è trasferito lì. Con valigia di cartone.
Chi cazzo mai investirà in un povero CEO italiano sfigato andato in gita a San Francisco a raccogliere soldi ?
Mashape, Augusto ed i suoi erano chiusi in ufficio. O Addirittura in montagna in ritiro spirituale.
A pivottare.
A raccogliere developers da tutto il mondo.
A fare API Calls.
A dimostrare che, come dice il buon Augusto: una ETSY delle API mancava.
Già, un marketplace delle API.
API = Application Program Interface si hai capito bene caro VC italiano che non li ha mai capiti .
API = futuro
Macchine, frigoriferi, forni, pc, telefoni, avranno tutti un accesso API ad un qualcosa nel futuro.
E Mashape vuole fare il Marketplace di tutti quelli che hanno un API ma soprattutto vuol consentire a chi è alla ricerca (aka i developers) di tutte queste risorse di avere un solo luogo in cui averle tutte.
E mentre la nostra Italia va letteralmente a puttane tra manovre economiche disperate, 3 ragazzi italiani li abbiamo persi.
Per sempre.
Non torneranno mai più.
E nessuno farà in modo che tornino.
Già perchè da noi l’innovazione e lo sviluppo in una manovra economica non ci stanno.
Adesso gloria e rabbia andranno in overlapping sulla vittoria di Mashape: c’è chi dirà che erano troppo early stage o chi dirà che hanno avuto fortuna o chi dirà che ci aveva provato ad investire in loro.
Chi se li è persi cambi mestiere.
La fortuna aiuta gli audaci e quelli con le palle.
Lo sfigato ahimè è tagliato fuori da questo mercato.
A Mashape faccio i miei complimenti, ora ragazzi vedrete la bagarre, tutti si alzeranno al grido di “Come avete fatto ??? Ce lo dite ???? “
Non rispondete.
Nessuno ti insegna a fare lo startupper.
Startupper ci nasci.
E voi ci siete nati startupper.
Un abbraccio.
vs fratello Max.
Chapeau a Mashape. Bravi
Il mio rientro al lavoro la scorsa estate è stato abbastanza turbolento: un post, una lettera aperta all’Italia di 3 ragazzi sul Blog Tagliaerbe , il messaggio era dei più forti si potesse comunicare : Lasciate perdere l’Italia e volate a San Francisco.
La mia risposta fu altrettanto accesa e forte, per un un momento mi sono sentito il fratello maggiore che richiamava il fratello più piccolo.
Di lì a poi i RT e gli shares di FB fioccavano come neve in Alta Badia: Anno Zero, Ballarò, Skytg24, Time, onorevoli con proposte di legge, autorevoli VC presi in contropiede, mamme, papà, tutti presi nel commentare.
Ma il tempo insegna un sacco di cose.
Non ho mai smesso di seguirli, perchè a me in fondo sono stati sempre molto simpatici.
Poi li ho sempre visti diversi da tutti gli altri, da tutte le altre startup, più che mai determinati, ed ora più che mai focalizzati.
Non hanno fatto pivoting come molti VC pensano ed orgogliosamente raccontano : “Hanno cambiato modello di business ahahaha…”
Non so quanto mai siano stati capiti fino alla fine i Mashapers.
Già.
Sono avanti loro.
Stanno dettando le regole della nuova API-Economy, gettando le basi del nuovo API-Ecosystem e stanno passando le nottate a fare hackaton ed hackday in giro per il mondo.
Quando uno di loro mi disse : “Siamo in ritiro spirituale in Svizzera per qualche mese a focalizzarci sul prodotto” pensai che avevano finalmente capito che uscire dalla scena politica ed entrare in quella reale era una mossa geniale.
Ora la rete parla di loro. Non Ballarò .
Si definiscono la Etsy delle API, il Marketplace dei developers, il carrello della spesa delle API.
Per me sono la Coop delle API. A breve vedremo centinaia di migliaia di sviluppatori tra gli scaffali di Mashape, a comprare API. Il pane appena sfornato.
Hanno Savoir Faire i Mashapers.
Comunicano in inglese.
Vivono tra i developers.
Sanno scegliere gli eventi giusti a cui partecipare.
Sono selettivi. Molto.
Sono focused.
Non cazzeggiano.
Un domani potrebbero anche essere basati in Italia, o a Berlino, o a Malta. Non fa differenza, hanno trovato il focus, stanno raccogliendo i feedback, stanno capendo come monetizzare.
Chapeau.
La maggior parte delle startup italiane dovrebbe prenderli ad esempio.
Loro non postano sui forum a fare domande.
Loro lanciano una feature. Fanno un post dal loro Blog. RT . E raccolgono feedback.
Non c’è nessuno che potrà mai capirli in Italia. Non c’è nessun VC in Italia che possa comprendere che il nuovo Business Development sulla rete non si fa più porta a porta ma si fa con un API.
Fanno un mestiere difficile loro.
Per monetizzare devono girare traffico alle API. E parecchio.
Devono aggregare qualche centinaia di miglia developers prima di vedere metriche serie.
Aggiungeranno dashboard, analytics, billing e accounting per le API.
E chi avrà un API dovrà passare da loro. No way.
Loro hanno capito che le API sono il nuovo affiliate marketing.
Non c’è da dire nulla.
Ma da stare zitti. E continuare ad osservarli. ammirarli.
Grazie Mashapers. Questo è il vero insegnamento che avete dato. Ora siate liberi di andare dove volete. Certo vi vorremmo qui. Ma sappiate che non vi fa e farà alcuna differenza dove sarete.
Prima o poi qualcuno che non confonde le API con il miele e pensa ad hackers come chi distrugge la sicurezza aziendale, arriverà.
Vostro fratello Max.

