L’Ecosistema (digitale) in Italia secondo mio padre e le mie 10 conclusioni

Si parla da molto tempo in Italia della mancanza di un vero e proprio “Ecosistema Digitale” che possa favorire la nascita di nuove imprese nel mondo high-tech nel nostro Paese. Forse è un pò una scusa che tutti usiamo : “Non vi è un ecosistema adatto in Italia. Mancano idee, manca chi le finanzi. “
Ho un padre Biologo, Microbiologo, un appassionato di Scienze Naturali e Biologia che, dai tempi in cui avevo 6-7 anni mi inculcava la passione per le Scienze con Il Piccolo Chimico o regalandomi microscopi e telescopi ad ogni ricorrenza.
La passione per le telecomunicazioni la devo a lui, a 14 anni parlavo già con tutto il mondo via VHF/UHF , a 16 avevo un ponte radio in casa costruito da me con un fantastico Kenwood . A 17 quando scoprii le BBS e la RETE ne sono rimasto evidentemente intrappolato.
La parola Ecosistema mi ha quasi tormentato negli ultimi giorni, l’ho sentita da talmente tante persone che mi sono deciso a studiare, a capirne bene il significato.
Ho fatto una lunga conversazione con mio padre su Skype partendo da una semplice domanda : “Cos’è per te l’Ecosistema ? ” .
E’ venuta fuori una conversazione delle più piacevoli della mia vita, quelle che un padre e un figlio probabilmente solo via skype , alle 22 di sera e a 600Km di distanza possono avere.

L’Ecosistema, mi racconta mio padre, è un insieme di esseri viventi , dell’ambiente circostante a questi e delle relazioni chimico-fisiche che questi hanno . Il tutto in uno spazio ben delimitato ” .
L’Ecosistema viene spesso confuso con l’Ambiente esterno , in realtà l’Ecosistema è inserito e contestualizzato in un Ambiente . E in un Ambiente possono esistere N Ecosistemi . Anche diversi rispetto all’Ambiente in cui esistono”
Un esempio è quello dell’Ambiente desertico all’interno del quale può esistere un Ecosistema completamente diverso come le oasi, ricche di acqua, e pertanto ricche di vegetazione, cosa che evidentemente non si trova negli ambienti desertici”
Nel prendere nota di tutto ciò che mi diceva, cercavo di capire all’interno del mio mondo : quello imprenditoriale in Italia e quello delle startup high tech , quale fosse il vero Ambiente e quale l’Ecosistema.
Ambiente Digitale in Italia : esiste a tutti gli effetti : 25,4 mln di Navigatori (dato Maggio 2010 di Nielsen) , quasi 1 billion di ricavi ADV nel 2010 (Fonte IAB), 15 mln di utenti che accedono ad internet mobile ogni mese, 92 mln di sim Gsm, dati e-commerce in fortissima crescita, diverse aziende digitali quotate in Borsa , Investitori VCs presenti con tanti capitali , multinazionali digital in Italia come Amazon, Apple,etc. Per Facebook l’Italia è dei paesi più importanti. Sulla telefonia mobile soprattutto, il nostro paese come penetrazione e potere di spesa è avanti a quasi tutti i paesi in Europa.
Insomma, su questo chiunque lo neghi dovrebbe dimostrarlo, senza alcuna comparazione con altri paesi , l’Ambiente digitale esiste eccome in Italia.
Sulla banda larga ci stiamo arrivando….lì si che siamo in ritardo…
Ecosistema Startup : A leggere questi dati http://startupcloud.it/wiki/Startup_Cloud (non garantisco come siano stati raccolti) , esistono ben 208 startup censite, di cui si sa dove sono, quanti founders ci sono e cosa fanno ma soprattutto a leggere il post di Gianluca Dettori su Working Capital avere in 1 anno 1000 application al programma Working Capital è tanta roba.
Direi che non mancano anche iniziative specifiche di alcuni regioni (una a caso.. La Puglia LOL) come il Programma Bollenti Spiriti e Startup che favorisce la nascita di nuovi progetti in Puglia.
Cominciano ad arrivare diversi casi di Bar Camp e Startup Week-end anche in Italia.
E comunque oggi , rispetto a 5 anni fa, è molto più facile accedere ad informazioni e network attraverso questi eventi che favoriscono lo scambio di idee e l’accesso a investitori. Su questo non c’è dubbio.
Il dato però che ritengo più interessante è quello che Ivan Farneti, Partner del noto VC Daughty & Hanson che ha finanziato aziende come Flirtomatic, Soundcloud, la italiana Mobango , ha tirato fuori nell’articolo sul Corriere della Sera :
L’italia non e’ stato e non è tuttora uno dei paesi tra i più innovativi per quanto riguarda le startup tecnologiche. Se guardo ai dati storici del nostro fondo, che iniziano dal 2000 in avanti, conto circa 7.000 files di aziende europee in cerca di investitori. Di queste, meno di 200 sono italiane. Ossia meno del 3%.
Questo mi sembra un dato su cui riflettere : le startup italiane NON SANNO CERCARE SOLDI ALL’ESTERO.
Interessante un altro articolo molto ricco di numeri di Diana Saraceni , Partner di 360 Capital Partners , un VC con base in Italia e Francia che ha fatto numerosi investimenti ed exit di successo tra cui Yoox, Mutuionline, etc
Per cominciare a inquadrare il fenomeno con i numeri, secondo Aifi, Associazione italiana del private equity e venture capital, in Italia nel 2008 sono state finanziate 67 società nel segmento early stage, per un controvalore di 115 milioni di euro, valore in crescita del +75% rispetto all’anno 2007 - Nonostante i numeri del mercato italiano siano incoraggianti, il divario con altri Paesi europei, come la Francia, è tuttavia ancora significativo. Nel corso del 2008 in Francia le società che hanno beneficiato del capitale di rischio sono state ben 644, per un controvalore superiore a Un miliardo di euro, in crescita del 6% rispetto al 2007.
E poi ancora :
Il consolidamento del mercato del venture capital francese negli ultimi dieci anni è stata favorito, se non determinato, da un massiccio intervento del governo che ha implementato una serie di misure per sviluppare il mercato e incentivare l’innovazione che si sono rivelate efficaci, strutturate, centralizzate e continue nel tempo. Uno dei principali veicoli protagonisti della politica governativa francese è la Caisse de Depots che, attraverso la società di gestione Cdc Entreprise, ha svolto un ruolo attivo nel supporto alle società private francesi attraverso la creazione, a partire dal 1998, di una serie di Fondi di Fondi dedicati a investimenti in Fondi di venture capital, favorendo pertanto la nascita di decine di nuove realtà di venture capital. Con questo sistema la Cdc, che oggi gestisce 2,5 miliardi di euro, in 10 anni di attività ha investito in oltre 195 fondi di venture capital che hanno, a loro volta, realizzato interventi in 2.650 società, di cui quasi 400 società finanziate solo nel 2007.
La Francia ha inoltre implementato nell’ultimo decennio una politica di defiscalizzazione aggressiva per facilitare la raccolta di fondi da investire in venture capital che le ha permesso di recuperare il gap che la separava da Paesi come la Gran Bretagna, tradizionalmente molto attivo. In particolare, soggetti privati che volessero investire in questi fondi chiusi beneficiano di una detrazione d’imposta compresa tra il 50% e il 75% dell’ammontare investito. Questo vuol dire che se un soggetto investe 10mila euro in un fondo Fip, pagherà tra i cinquemila euro e i 7.500 euro in meno di tasse a fine anno.
Le mie 10 Conclusioni :
1) In Italia l’Ecosistema c’è ed anche L’Ambiente. Per cui non diciamo cazzate .
2) La mentalità degli imprenditori italiani è totalmente sballata e fuori mercato: non c’è vision internazionale, si pensa prima al business plan e poi al prodotto, non vi è la maniacale cura del prodotto e delle interfacce , che fa degli US il paese migliore per lo sviluppo di un prodotto. Non c’è quello che io chiamo : il FETICISMO del prodotto.
3) Le elezioni in Italia sono ormai vicine, per cui attento a chi voti e a chi pensa che oltre a promettere possa veramente realizzare un meccanismo di defiscalizzazione per gli investimenti per favorire la nascita di nuove startup.
3) Gli startupper italiani perdono circa il 60% del loro tempo a fare networking e business developement, invece di investire il 100% del loro tempo nello sviluppo del prodotto. Su 10 startup che ho seguito come advisor tutte e 10 avevano founders che ho visto cazzeggiare e perdersi in cavolate disumane.
4) un 17enne in Italia non è un 17enne come negli USA. No way.
5) I VCs in Italia ci sono eccome e con le casse piene di soldi. Ma è come conquistare una bellissima donna : armati di fascino e di piccoli successi , non approcciarli subito . Aspetta di avere delle metriche e non solo un Powerpoint. Non vestirti bene quando li incontri.
6) Trovati un Angel(o) che ti faccia da Angelo Custode, a cui passi roba da smazzarsi, che ti aiuti a NON PERDERE TEMPO.
7) Facebook ti rovina, staccati , cancellati non perdere tempo.
8) Le startup si fanno con i co-founders non DA SOLI. Ricordati che hai bisogno d’aiuto .
9) Leggere Techcrunch ogni giorno ti fa male.
10) Ricordati che se vuoi avere successo e tanti amici. Devi avere molti nemici.
Fratello, fare impresa nel web sembra la cosa più facile al mondo ma è tra le più difficili. Armati di coraggio, comunica a fidanzata e/o moglie che per i prossimi 3 anni sarai teso e nervoso e che lo accettino.
E ricordati una cosa FONDAMENTALE : la GLORIA non ti arriva dà un seed o da un’intervista su Wired , la Gloria ti arriva quando hai 1,000,000 di persone che usano il tuo prodotto.
Se ci riesci allora sei un grande e potrai voltarti e direi a tutti quelli che non hanno creduto in te e in quello che facevi….
In Bocca al lupo !
Max